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Proponiamo un'intervista a Ruggero Razza (nella foto), nostro coordinatore provinciale e dirigente nazionale apparsa sul quotidiano locale "La Sicilia".
Che a Catania il momento politico sia delicato, come dimostra la tormentata e risicata approvazione del bilancio comunale, lui lo dà per scontato. La sua riflessione comincia proprio a partire da questo dato: che cosa succede alla politica a Catania, specchio «in sedicesimo» di Palermo e di Roma? Ruggero Razza, coordinatore provinciale de La Destra-Alleanza siciliana lo dice chiaro e tondo: «A Catania si vive un momento di attesa nel quale la politica si sta riorganizzando in vista delle prossime scadenze. Non è azzardato pensare alla fine prematura della legislatura e forse anche, a cascata, a "terremoti" a Palermo e anche nella nostra città». Un passaggio comunque assai difficile: «A nostro avviso - spiega - c'è un totale distacco fra la politica e la gente. Un distacco che non riesce neanche a fare percepire la differenza, prima sensibile, fra chi fa politica come tornaconto e chi fa buona politica. E' un problema avvertito da tutte le parti politiche che ci si affanna ad affrontare non sempre in maniera adeguata».
E il partito di Nello Musumeci come intende affrontarlo? «Una forza responsabile e popolare come la nostra deve porsi queste problematiche. Secondo noi ci sono due possibili soluzioni».
Quali? «Innanzitutto, quello di riconsiderare il futuro. Qualunque progetto di buon governo deve essere un progetto di prospettiva. E le prospettive devono essere interne alla buona politica e alla buona amministrazione. Senza aspettare improbabili per quanto utili "Stati generali" come ha fatto il sindaco Stancanelli dopo due anni di governo» E la seconda proposta? «L'impegno nel rinnovamento della classe dirigente. Un impegno che è il nostro impegno, proprio a partire da questi mesi estivi durante i quali stiamo cercando di coinvolgere altre persone, provenienti dai movimenti, dalle professioni, con le quali da tempo dialoghiamo. Soprattutto giovani e vorrei sottolinearlo perchè giovane lo sono anch'io (Razza ha 29 anni n.d.r.) e perchè cerchiamo di colmare quel leggero ritardo che da sempre il Centrodestra ha nei confronti del mondo giovanile». Obiettivo finale? «Coniugare un progetto di buon governo con il rinnovamento della classe dirigente. Contro le due "I" che avvelenano la politica: ipocrisia di chi governa e indifferenza di chi è governato. Senza arrivare mai, purtroppo, alla terza "i", quella di indignazione». Dov'è La Destra-As in questo momento? « In questo momento c'è una fase di collocazione politica del partito. Abbiamo avuto alcuni colloqui in tal senso e ovviamente ci collochiamo in un area di governo del Centrodestra, dunque con il Pdl. Ma sia chiaro: scegliamo il dialogo ma non dialoghiamo con le fazioni». Nessun dialogo con Fini, dunque? «Ha molto da farsi perdonare: nel 2001, rifiutandosi di appoggiare Nello Musumeci, Fini consegnò l'isola al blocco centrista. Ma, ripeto, qualsiasi buon governo passa soprattutto dal protagonismo dei cittadini». |