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CATALDO: "RIVEDERE IN ITALIA LA POLITICA PENSIONISTICA" |
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Scritto da Ufficio Stampa
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venerdì 18 maggio 2012 |
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La drammatica situazione in cui vive la stragrande maggioranza dei pensionati italiani e' stata oggetto di un' analisi di Gabriele Cataldo, responsabile Dipartimento Lavoro in Provincia di Catania per La Destra Alleanza Siciliana, alla luce degli ultimi dati ISTAT. Emerge che quasi il 50 per cento dei pensionati italiani, nel 2010, ha percepito una pensione inferiore a 1000 euro al mese, mentre per 2,4 milioni inferiore ai 500 euro. "Andrà peggio - ha commentato Cataldo- quando tra un po' di anni i primi lavoratori coinvolti dal nuovo sistema pensionistico, il retributivo, percepiranno solo il 60 per cento dell'ultima busta paga". "La situazione e' ancora più difficile al Sud, visto che l'erogazione delle prestazioni pensionistiche e' inferiore rispetto al Nord, 47,9 per cento contro il 31,6 per cento, anche a causa dell'alta diffusione del lavoro nero". "Sicuramente le misure adottate dal governo,- aggiunge il rappresentante de La Destra Alleanza Siciliana- non migliorano la situazione con l'introduzione di Imu sulla prima casa, molto spesso unico bene per un pensionato, mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita e riduzioni delle agevolazioni". "Tutto questo ci porta a dire,- conclude Cataldo-, che la politica pensionistica in Italia va rivista, a partire dal ripristino dell'andamento reale del costo della vita come previsto dalla vecchia riforma del 1995". |
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D'AGATA, MISTRETTA, DISTEFANO: CONSIGLIO STRAORDINARIO PER FINANZIAMENTI AI CONFIDI |
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Scritto da Ufficio Stampa
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giovedì 17 maggio 2012 |
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 Su iniziativa del gruppo consiliare de La Destra alla Provincia di Catania e con ampia e trasversale condivisione, a partire dal PDL, MPA, UDC e Misto, è stata richiesta la convocazione di un Consiglio straordinario su i finanziamenti ai Confidi, nove milioni di euro stanziati col bilancio di previsione 2009, al fine di costituire garanzia integrativa sui prestiti concessi dalle banche alle piccole e medie imprese etnee. “L’intento è di effettuare un monitoraggio sulla gestione delle somme erogate, capire, a distanza di tre anni, quante imprese ne hanno beneficiato, quali i settori produttivi, quanti e quali Confidi aderirono, conoscere l’ammontare complessivo dei prestiti concessi dagli Istituti di credito e, soprattutto, a quali condizioni, l’Amministrazione Castiglione fu lungimirante a prevedere nel 2008 un simile stanziamento, proposta favorevolmente accolta dal Consiglio provinciale che nel dicembre approvò il bilancio per il successivo esercizio finanziario”. Lo dichiarano i consiglieri di Nello Musumeci, Giuseppe Mistretta, Enzo D’Agata e Gaetano Distefano. “In un momento drammatico per imprese e lavoratori è il minimo che possiamo fare quello di chiedere un’attenta rendicontazione dei fondi di garanzia, un simile stanziamento avrebbe dovuto sostenere enormemente il tessuto socio-economico etneo, oggi è giusto tracciarne un primo bilancio, verificandone i risultati e, se necessario, con i suggerimenti delle Associazioni delle imprese e dei Consorzi fidi, predisporre eventuali correttivi e rimodulazioni” continua Mistretta, primo firmatario della proposta. Il consiglio, con ogni probabilità, dovrà tenersi il prossimo mese di Giugno, oltre all’Amministrazione provinciale che relazionerà in merito, saranno invitati le Associazioni di categoria delle PMI e i Confidi. Nella foto: da sinistra Giuseppe Mistretta, Enzo D'Agata, Gaetano Distefano. |
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DOPO L'URAGANO ORLANDO, BIANCO E MUSUMECI SCALDANO I MOTORI |
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Scritto da Ufficio Stampa
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martedì 15 maggio 2012 |
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12 maggio 2012 . La storia non si fa con i se o con i ma. Eppure, dopo il voto palermitano che in prima battuta ha incoronato Orlando, sulla sponda orientale della Sicilia addetti ai lavori e osservatori neutrali si chiedono cosa sarebbe successo nel 2008 se anche a Catania si fosse votato con la nuova legge elettorale e soprattutto come potrebbero andare le Comunali in programma l’anno prossimo. Interrogativi legittimi. Dalle elezioni di domenica e lunedì scorsi sono arrivati alcuni dati inequivocabili. Il primo: gli elettori hanno preferito Orlando, confermando ancora una volta quanto sia radicato nel corpo elettorale il ricordo della primavera palermitana, di cui il professore è stato il principale attore. Un successo, quello del portavoce dell’Idv reso possibile anche dalla nuova normativa che prevede il voto disgiunto. Che non era previsto nel 2008 all’epoca del voto catanese. In quell’occasione Musumeci sostenuto da una sola lista civica accarezzò il sogno di arrivare al ballottaggio. Grazie all’effetto trascinamento delle diverse liste collegate Stancanelli evitò il secondo turno, scongiurando così il rischio di una sconfitta, molto probabile a detta di molti, in virtù del gradimento degli elettori per l’ex presidente della Provincia, protagonista della primavera di Catania insieme a Enzo Bianco, che sedeva a palazzo degli Elefanti. A distanza di quasi un decennio da quella stagione così intensa che risvegliò dal torpore e rilanciò la città etnea ripiegata su se stessa dopo il periodo cupo dei cento morti ammazzati all’anno, Musumeci conta ancora su un consenso trasversale tanto tra gli elettori quanto in molti settori del centrodestra. A cominciare dal coordinatore regionale del Pdl Castiglione che un paio di giorni fa dopo l’attacco frontale di Stancanelli che gli ha addossato la responsabilità dell’arretramento del partito, ha scaricato l’attuale primo cittadino rilanciando la candidatura a sindaco di Catania dell’ex sottosegretario al Lavoro e leader de La Destra siciliana. Musumeci, ringalluzzito anche della nuova legge elettorale che gli dà grandi chance anche in caso di nuova candidatura autonoma, incassa le parole di apprezzamento di Castiglione e si dice pronto a mettersi al servizio della città. Ma l’ex coordinatore regionale di An non è l’unico a riscaldare i motori in vista delle Amministrative dell’anno prossimo. Anche l’altro attore protagonista della primavera catanese, Enzo Bianco, non fa mistero di puntare a un ritorno a Palazzo degli Elefanti. Il senatore del Pd ha definito “straordinario” il risultato di Orlando, pregustando quanto potrebbe avvenire tra pochi mesi all’ombra dell’Etna. Tra i democratici scalpita anche il parlamentare Giuseppe Berretta, figlio di Paolo che fu vicesindaco di Bianco. Il candidato del centrosinistra, nonostante la figuraccia di Palermo, dovrebbe uscire dalle primarie. Che stando a quanto detto sia da Castiglione che da Stancanelli saranno celebrate per la prima volta dal Pdl e alle quali potrebbe concorrere anche Salvo Pogliese, golden boy della destra cittadina. Le primarie dei due schieramenti, a meno di clamorose sorprese, dovrebbero incoronare sia l’ex ministro dell’Interno sia l’ex sottosegretario al Lavoro. A meno di un cambiamento degli attuali scenari, che non è affatto da escludere in politica, specie di questi tempi. Mutamento che potrebbe anche portare Bianco e Musumeci a scegliere di correre da soli contro i candidati ufficiali dei rispettivi schieramenti. Staremo a vedere come andrà a finire. Un altro dato inequivocabile che arriva dal risultato elettorale del 6 e 7 maggio scorsi riguarda l’intera classe dirigente siciliana. Palermo ha preferito Orlando. Ha dato fiducia a un sessantenne anziché candidati più giovani come Ferrandelli, Costa e Aricò. L’usato sicuro, il candidato radicato sul territorio che prevale sul nuovo che avanza o che dovrebbe avanzare. A Catania potrebbe succedere lo stesso. Tanto di cappello a Orlando, Musumeci e Bianco se a distanza di quasi un ventennio dall’inizio delle rispettive esperienze amministrative, sono ancora sulla cresta dell’onda e offrono ai cittadini garanzie di affidabilità e di buon governo. Ma se dietro i big c’è poco o niente non stiamo messi bene proprio bene e c’è poco da stare allegri. (BlogSicilia)  |
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GRUPPO CONSILIARE PRESENTA INTERPELLANZA SU CONTROLLO E MANUTENZIONE STRADE PROVINCIALI |
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Scritto da Ufficio Stampa
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lunedì 14 maggio 2012 |
Il gruppo consiliare de La Destra a palazzo Minoriti accende i riflettori sul controllo e sulla manutenzione delle strade provinciali, in una precisa interpellanza, corredata anche da una corposa documentazione fotografica, segnala all’amministrazione provinciale lo stato in cui versano diverse strade provinciali del calatino, a distanza di oltre due mesi dal ciclone che ha interessato la provincia etnea, “ ad esempio sulla provinciale 31, strada d’accesso per Mineo, persistono diversi rami stroncati dal vento, in bilico e pronti a cadere sulla carreggiata da un’altezza superiore ai dieci metri, è possibile che dal nove marzo scorso non ci sia stato il tempo di rimuoverli? Non si aspetta mica che ci scappi il morto? Da un mio recente colloquio con l’Ingegnere capo, Giuseppe Galizia, è emerso chiaramente che la problematica era totalmente sconosciuta!” dichiara Giuseppe Mistretta, primo firmatario, e continua ”invece, sulla S.P. 86, sono comparse ampie crepe nel manto stradale, in alcuni tratti è ceduto o addirittura si è sollevato di oltre venti centimetri e la soluzione, in risposta ad una mia precisa interrogazione, è stata l’apposizione di segnali di pericolo, piuttosto che interventi urgenti di ripristino, magari anche di carattere provvisorio o emergenziale”. Diverse le tematiche esposte nell’interpellanza, riguardanti la 69 II, per Militello-Scordia, la 74 II, per Palagonia, le provinciali 109 II, 111 e 179, i consiglieri de La Destra, Giuseppe Mistretta, Enzo D’Agata e Gaetano Distefano, hanno chiesto riscontro a quanto segnalato e, soprattutto, di conoscere quali soggetti siano responsabili del controllo delle strade, alla luce della soppressione della storica figura del cantoniere, l’entità, la frequenza delle verifiche e dei tempi d’intervento, distinti per area e nell’intero territorio della provincia. Nella foto: da sinistra Giuseppe Mistretta, Enzo D'Agata e Gaetano Distefano |
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GIUSEPPE CATALDO: LA VERA CRISI? LA PERDITA DEI POSTI DI LAVORO |
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Scritto da Ufficio Stampa
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lunedì 14 maggio 2012 |
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Anche la Stock, mitico marchio italiano per la produzione di liquori, ci lascia. La delocalizzazione è un fenomeno che sembra non interessare a nessuno e pure è il vero motivo di una crisi che ci sta portando, o lo ha già fatto alla disperazione. Io sostengo che al di là del crollo delle borse, degli spread e tanto altro, il vero motivo della crisi sia la perdita di lavoro. La scelta di molte aziende italiane come straniere, di spostare la produzione in paesi che gli permettono di abbattere i costi legati ad essa, è la causa principale della situazione critica che il nostro paese Italia e non solo si trova ad affrontare. Manodopera, certificazioni, costi di luce, telefono, carburanti, tasse, burocrazia e tanto altro sono un ottimo motivo per giustificare la fuga, anche se poi molti marchi famosi, hanno spostato la produzione, riducendo drasticamente i costi, ma non hanno assolutamente abbassato i prezzi di vendita nel mercato Italiano. Se poi andiamo più affondo in molti paesi asiatici ad esempio, il costo della manodopera va da € 50 a 100 mensili e la forza lavoro in buona parte è formata da bambini che vengono sfruttati o meglio schiavizzati, lavorando dalle 12 alle 14 ore al giorno in condizioni di assoluta insicurezza. Il risultato di tutto questo è l’impoverimento di un paese come il nostro che poteva contare su una realtà produttiva, formata da piccole e medie imprese capaci di dare risposte più che positive al mercato del lavoro, un circolo vizioso che ebbe inizio anni fa e che è stato sempre sottovalutato inconsciamente e consciamente da una classe politica irresponsabile che non è stata all’altezza del proprio compito, dire che il fenomeno è internazionale non è una valida giustificazione, ovviamente anche i potenti del mondo hanno più di altri la loro responsabilità, ma è assolutamente palese che un paese senza produzione è destinato a morire e non servono specifiche competenze per capirlo. Ancora pochi mesi fa il parlamento europeo dice si all’interscambio tra Unione Europea e Marocco che danneggia fortemente l’agricoltura, già in ginocchio, dell’Italia della Spagna e del Portogallo, vince l’interesse delle potenze come Germania e Francia a discapito di altri, l’interscambio deve favorire le parti senza danneggiare nessuno, ricordo il famoso accordo Italia-Marocco, firmato dall’allora Ministro degli esteri Susanna Agnelli, che danneggiò l’agrumicoltura Siciliana per far vendere la Fiat, alla faccia del conflitto d’interesse. Dobbiamo assolutamente salvare la nostra produzione a tutti i livelli, soprattutto quella agricola e manifatturiera, regolare l’importazione in maniera chiara e creare le condizioni con incentivi mirati per convincere gli imprenditori a rimanere in Italia o addirittura a tornare in Italia. L’interscambio non può favorire solo un paese e sfavorire l’altro, questo è quello che oggi sta accadendo. Noi cittadini, noi consumatori possiamo dare il nostro contributo, evitando il più possibile l’acquisto di prodotti non Italiani, soprattutto quando come nel caso degli agrumi o dei prodotti alimentari, il nostro paese è il produttore mondiale per eccellenza. |
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CATANIA: NESSUNA INIZIATIVA PER GIORNATA MEMORIA |
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Scritto da Ufficio Stampa
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mercoledì 09 maggio 2012 |
 Catania - "Dall'amministrazione comunale nessuna iniziativa concreta per la commemorazione del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo." La denuncia viene dal gruppo consiliare de La Destra-Alleanza Siciliana, con una nota a firma di Gemma Lo Presti, Nello Musumeci e Manfredi Zammataro, nella quale si evidenzia come "il ricordo di tragici, efferati e vili atti di terrorismo dovrebbe stimolare le nostre coscienze ad associarsi non solo al dolore dei familiari, ma ad operare insieme e ciascuno per le proprie responsabilità" e si sottolinea essere "un dovere delle istituzioni intervenire al fine di rafforzare il mantenimento di quella memoria che aiuta a vivere consapevolmente il presente e a rendere migliore il futuro". I tre consiglieri dell'opposizione ricordano inoltre come lo scorso anno il civico consesso abbia votato un Ordine del giorno che impegnava l'amministrazione Stancanelli " ad incrementare iniziative sull’argomento nelle scuole attraverso momenti di informazione e approfondimenti dedicandoli alla diffusione, tra gli allievi, di quei valori sovrani che contribuiscono al processo della costruzione della cultura della pace; e a individuare, tra i beni confiscati alla mafia, uno spazio adeguato da potere destinare alla realizzazione di studi, convegni, mostre fotografiche, incontri e dibattiti sul tema in modo da conservare la memoria di quella parte della storia nazionale ed internazionale, che i programmi scolastici, per ristrettezze temporali, non possono approfondire." Ma di quegli impegni, lamenta il gruppo de La Destra, "nemmeno uno è stato rispettato." Nella foto: Manfredi Zammataro, Nello Musumeci e Gemma Lo Presti. |
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